IL M.O.I. questo sconosciuto

Spiegare concetti di fisica applicati alla tecnologia dei bastoni da golf a volte non è cosa facile. Cerchiamo di farlo comunque, sperando di essere abbastanza chiari.

Partiamo dalla definizione: MOI è una sigla che dall’inglese significa Moment Of Inertia, che in italiano si traduce facilmente Momento Inerziale. Dicesi momento inerziale la forza esercitata da un corpo in movimento, dotato di una certa massa, per opporsi a mutazioni del moto stesso. Iniziamo dal concetto di massa: la fisica definisce massa la quantità di materia contenuta in un corpo e la misura in chilogrammi, ma non confondiamola col peso. Proviamo adesso a immaginare di realizzare un driver utilizzando un materiale leggerissimo (es. polistirolo) e uno invece con materiale molto pesante (es. tungsteno). Non sarebbe possibile utilizzarli, ma se potessimo eseguire uno swing con ciascuno di questi prototipi, e se con entrambi colpissimo la palla non proprio al centro della faccia, si potrebbe vedere che la traiettoria del volo della palla stessa sarebbe sostanzialmente diversa. La testa con poca massa, quella leggera, genererebbe una traiettoria curvilinea, mentre quella con massa elevata ne genererebbe una dritta. Il motivo risiede nel fatto che la massa elevata della testa pesante, impattando fuori centro una palla, subisce una torsione, ma questa torsione si avvia così lentamente, per effetto della massa stessa, che la palla avrà già abbandonato la faccia del bastone, prima di subire una vera deviazione. Nel caso della testa di massa leggera, invece, la torsione che si genera è così notevole e immediata che il volo della palla viene fortemente influenzato.

Trasferiamoci adesso sui bastoni veri. Per motivi di varia origine il peso delle teste dei vari driver è compreso in un intervallo di pochi grammi. Non possiamo quindi appesantirli per ottenere stabilità con l’aumento della massa, come nell’esempio precedente. Se però riusciamo ad allontanare più possibile il peso dalla faccia del bastone, la leva che si produce renderà più difficoltoso innescare un movimento di rotazione. Se poi possiamo anche dilatare la testa dietro, come nei driver di ultima generazione (quadrati e no), la leva suddetta aumenta ancora, e la stabilità della faccia migliora ulteriormente.

Concludendo possiamo dire che il momento inerziale sfruttato dalle teste dei nuovi driver aiuta sensibilmente a raddrizzare la traiettoria del volo della palla. Giocatori ben preparati che sanno imprimere traiettorie curve al volo della palla per seguire il dogleg di una pista o contrastare il vento, si troverebbero penalizzati dall’utilizzo di queste teste. Coloro, invece, che ripetono costantemente un errore di swing che genera draw o fade, con driver di questo tipo vedranno sensibilmente raddrizzarsi il volo della propria palla. Non illudiamoci di guadagnare distanza, dato che il baricentro più arretrato genera maggiore loft dinamico, alzando l’angolo di lancio, con la conseguenza di ridurre la lunghezza del colpo; semmai un guadagno ci fosse deriverebbe solo dal raddrizzamento della traettoria. Attenzione però ad un particolare: traiettoria dritta non significa necessariamente che la palla andrà in centro pista; chi ha poca precisione e finisce sempre fuori limite per colpa di una traiettoria curva, con questi nuovi bastoni vedrà la palla volare bella dritta, dritta e…finire sempre fuori limite!

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